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L'Avvenire Federalista dell'Europa

L'Avvenire Federalista dell'Europa: La Communità europea dalle origini al trattato di Maastricht

Dusan Sidjanski

ISBN: 0-472-11075-6
Publisher: University of Michigan Press
Pub. Date: September 2000

Prefazione all'edizione italiana

Introduzione al federalismo europeo

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Prefazione all'edizione italiana


Provo una viva soddisfazione in occasione della pubblicazione in italiano della mia opera che propone une sintesi tra la mia visione federalista e la mia analisi della realtà comunitaria. I miei legami con l'Italia Datano dalla seconda guerra mondiale quando, giovane studente la cui famiglia era confinata at Abano Terme e poi a Modena, ho seguito per un anno i corsi al liceo di Padova e poi di Modena. L'accoglienza ricevuta dai miei compagni e dai miei professor italiani segna l'inizio del mio attacamento all'Italia. Dagli anni '60 ho ristabilito i legami con molti collghi ed amici così come con le Università di Firenze e di Pavia. A molte riprese, <<Il Politico>>, rivista di scienze politiche dell'Università di Pavia, ha pubblicato miei articoli sul processo di decisione ed i grupppi di pressione nella Comunità europea. Sono grato a questa Università e al mio amico, il prof. Dario Velo, di aer manifestato il loro interesse per la miaopera realizzandone la versione italiana. La sua apparizione giunge nel momento in cui si celebra il cinquantesimo anniversario della fondazione a Milano del Movimento Federalista Europeo, sezione italiana dell'Unione Europea dei Federalisti.


Durante la seconda guerra mondiale, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi lanciano, fin dal 1941, il Manifesto federalista di Ventotene che è alla base del Movimento Federalista Europeo (MFE) a della loro azione. Alla fine degli anni cinquanta, un gruppo di militanti del MFE, ruinito attorno a Mario Albertini, professore all'Università di Pavia, fonda la rivista <<Le Fédéraliste>>. Come in una vasta orchestra europea diretta da bacchette multiple, le idee, i progretti e le innumerevoli azioni, talvolta armoniose e talvolta discordanti, hanno animato gli sforzi di unione.

In occasione di una ruinione dedicata all scienza politica e all'integrazione europea nel 1962, organizzata con Jean Meynaud nel quadro del Centro Europeo della Cultura, si sono sviluppati i miei legami di collaborazione e di amicizia con Alterio Spinelli. Questo colloquio, che faceva seguito ad un gruppo di lavorio che noi avevamo riunito attorno a Karl W. Deutsch e a Pierre Duclos, era alla base della sezione di scienze politiche dell'Istituto di Studi Europei creato da Denis de Rougemont nel 1963. Militante federalista della prima ora, Spinelli si è dedicato negli anni sessanta allo studio dell'integrazione prima di divenire membro della Commissione europea nel 1967, poi deputato europeo e ispiratore del Progretto di Trattato di Unione Europea del Parlamento Europeo.

Da parte loro, uomini politici e governi italiani hanno assunto un ruolo di primo piano nella costruzione europea. Lo schieramento democratico-cristiano, formato da Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide de Gasperi, ha reso possibile l'Impegno europeo di Francia, Germania e Italia e la Creazione della CECA. Così, agganciandosi all grande corrente generata dal Movimento europeo, Jean Monnet ha potuto gettare le basi di una futura federazione europea. Ma, dopo la scacco della CED e della Comunità politica, è a Messina nel 1955 chei Sei intraprendono l'elaborazione dei Trattati di Roma.

Ciò nonostante, lo sviluppo dell'integrazione economica non è accompagnato, malgrado l'iniziativa del Generale De Gaulle, dal suo complemento politico, A seguito del rifiuto del Progretto Fouchet nel 1962, gli sforzi del governo italiano e dell'ambasciatore Cattani portarono a ricreare un consenso attorno ad un nuivo Progretto Fouchet. Ma le sorti dell'Unione politica erano legate al no del General De Gaulle all'ingresso dell'Inghilterra.

Il rilancio dell'integrazione all'inizio del 1980 porta la firma di Spinelli. Certo, il Progretto di Trattato di Unione europea approvato dal Parlamento europeo nel 1984 non avrà buona sorte presso i governi. Ma costituirà, congiontamente al Libro bianco di Jacques Delors, un elemento decisivo per il rilancio. Confermato in occasione del Consiglio europeo di Milano del 1985, tale nuovo afflato condurrà all'Atto Unico europeo del 1987. Il Trattato sull'Unione Europea del 1992 va attribuito a questa rinnovata dinamica. Ciò vuol dire che l'Italia nel suo complesso e la sua classe dirigente, spinti da un'opinione pubblica fortemente europeista, hanno svoloto un ruolo attivo nell construzione dell'Europa unita.


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